1) "Il sinodo dimenticato"
Il prossimo 3 ottobre si aprirà a Roma la nuova sessione del Sinodo Straordinario dei Vescovi. Tema cruciale, forse anche più cruciale dei due Sinodi sulla famiglia che hanno rimodulato la prassi cattolica sull'accompagnamento per le coppie di sposi separati. L'Instrumentum Laboris del sinodo dei giovani, assieme ai risultati delle consultazioni proposte ai giovani delle conferenze episcopali, hanno portata dirompente: si discute di tutto, dal clericalismo nella Chiesa, alla contraccezione, alla morale sessuale dei giovani, a come combattere la corruzione sia nella vita sociale che in quella istituzionale (compresa la corruzione della gerarchia cattolica).
Iniziamo dal 12 agosto: a Roma i giovani di tutta Italia incontreranno il Papa, al Circo Massimo, per una veglia, poi una notte bianca, poi un'udienza e una messa. Andiamo lì, ci immergiamo, sentiamo che ne pensano quei ragazzi della Chiesa, del Papa, della loro vita, della contemporaneità, dei migranti, chi hanno votato alle ultime elezioni. Ne verrà fuori un bell'affresco.
2) "C'è un buon anno in arrivo per Virginia Raggi"
Linea del pezzo: l'amministrazione capitolina appare tutt'altro che cotta; sembra invece aver investito bene l'estate 2018, svoltando alcuni tornanti che, seppur non sufficienti a cambiare nel profondo la Capitale, cosa per cui d'altronde la giunta a Cinque Stelle non è stata eletta, ne potrà garantire, grazie ad una buona strategia di comunicazione, la sopravvivenza e persino la continuità per un secondo mandato. D'altronde il futuro candidato sindaco è attualmente negli Stati Uniti per un viaggio di cui dà continui aggiornamenti su Facebook: il tempo di far crescere un po' il bimbo e Alessandro di Battista potrebbe essere pronto per il Campidoglio.
Elementi all'attivo di Virginia Raggi da sottolineare:
1) Cantieri aperti:
filobus Laurentina, nuove linee autobus istituite, pista ciclabile Nomentana in costruzione, risoluzione del contenzioso sul raddoppio Tiburtina con conseguente sblocco dei lavori, metro C a San Giovanni inaugurata - anche se il merito non è di questa giunta; annunci sul ritorno della metro D, lavori sul Ponte P.a.s.a., riapertura rampa stazione Tiburtina. Accenniamo al ruolo di Enrico Stefano, presidente della commissione mobilità e vero "sgobbone" dell'amministrazione 5S.
2) Atac: è vero che la gara per gli autobus è andata
deserta, è altrettanto vero che dall'amministrazione hanno già detto che "per loro è meglio così", visto che potranno andare a trattativa privata. Gli autisti hanno accettato di sperimentarsi controllori ed è partita la sperimentazione dei tornelli sui mezzi pubblici.
3) L'aula ha passato lo scorso inverno a risolvere molti problemi relativi al bilancio romano, votando in blocco decine di delibere di approvazione e liquidazione di debiti fuori bilancio - qualcosa di cui si parla poco ma che ha le potenzialità per essere strutturale. Ulteriori margini di spesa potrebbero essere garantiti dalla sinergia col governo centrale.
4) Virginia Raggi sta assumendo personale in Campidoglio, sbloccando alcuni vecchi concorsi e ricorsi abbastanza incancreniti. Roma non si sblocca se non se ne sblocca la macchina amministrativa: altra cosa di cui si parla poco è che la sindaca ha mantenuto per sé la strategica delega al Personale, che sta esercitando nel quadro della pax sindacale con i confederali - Cisl in particolare.
Elementi di contesto:
1) Dialettica col governo nazionale: alle Infrastrutture c'è Toninelli, allo sviluppo economico c'è Di Maio e infatti la visitina con annesso video Facebook c'è già stata. Per il resto, ci vuole poco ad essere più di sinistra di Salvini,
e la sindaca si è già distanziata dal leader leghista sul tema, ad esempio, della apertura degli asili nido ai non residenti.
2) Totale assenza di
opposizione: il Partito Democratico sarà nei prossimi mesi impegnato in fase congressuale, il gruppo dirigente del Pd Roma non controlla nessuno dei municipi dove governa il centrosinistra, visto che tutti e quattro i minisindaci stanno con Zingaretti. Qualcuno ad una festa politica mi ha detto che se si votasse domani il Pd avrebbe reali problemi a riempire le liste visto che la comunità politica si è disgregata, è scomparsa, il ricambio è finito. Su vari dossier il centrosinistra fa da stampella alla maggioranza 5S (due su tutti: piani di zona/urbanistica e politiche della mobilità)
3) sebbene l'aria sia che se Giorgia Meloni si ricandidasse avrebbe serie possibilità di vincere in tutta la città, anche la destra si è divisa. Il gruppo consiliare di FDI si è spaccato, il leader storico (Ghera) è stato eletto in Regione, due consiglieri sono passati al gruppo misto nell'attesa che passi il treno di Salvini - ammesso che passi; Forza Italia ha un consigliere, storico, che si è già pluricandidato altrove e aspetta solo l'occasione giusta per mollare il Campidoglio. Ad oggi il Movimento Cinque Stelle è l'unica forza politica compatta e organizzata a Roma.
Problemi:
Il M5S ha due problemi seri: il dossier buche, su cui la giunta deve mettere una toppa nel più breve tempo possibile perché l'autunno incombe. Il principale limite è la giunta stessa che vede al governo della dinamica un'assessora non particolarmente brillante che ha più volte messo in imbarazzo l'amministrazione (ad esempio sul piano Marshall delle buche, più di recente ha invitato l'intera giunta a ballare il tango in piazza).
Il secondo problema è la classe politica pentastellata nei municipi: in consiglio comunale sono stati eletti gli attivisti storici, persone che esprimono un livello politico non sempre da sottovalutare. Sui territori la situazione è, invece, desolante: è per questo che già due municipi sono crollati e altri ne potrebbero seguire.
Il secondo problema è la classe politica pentastellata nei municipi: in consiglio comunale sono stati eletti gli attivisti storici, persone che esprimono un livello politico non sempre da sottovalutare. Sui territori la situazione è, invece, desolante: è per questo che già due municipi sono crollati e altri ne potrebbero seguire.
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